Siamo tutte famiglie bipolari
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Siamo tutte famiglie bipolari

Accanto a me in treno, viaggia una famiglia. Il quattro, sul libro di scuola che la mamma estrae dalla borsa, mi dice che uno dei due figli fa la quarta. Pare irrequieto e ha un musetto furbo. L’altro sembra avere 4 o 5 anni, ha un occhietto bendato e si gira il ciuccio fra i denti come fosse un sigaro.

La mamma si allontana e i due bimbi iniziano a picchiarsi sotto al tavolino. Il piccolo risponde ai calci del fratello lamentandosi rumorosamente e il padre parte con un pippone, ma va lungo e i bambini smettono presto di ascoltarlo. Prova con una minaccia così complessa che fatico a seguire e poi si rassegna “fate il ca**o che volete”. Il più piccolo lo riprende “non si dice, papà, non si dice!”.

La madre torna, vede il compagno che finge di dormicchiare mentre i piccoli continuano la loro guerra e afferra il grande per i capelli, intimandogli di smettere. Si siede e per un attimo torna la pace. Il padre pisola, lei toglie le scarpe e gli mette i piedi in grembo e lui glieli accarezza.

“Cosa fa l’antropologo?” attacca lei col libro di scuola aperto.
“L’antropologo fa troppe domande, come la mia mamma che ha rotto”, risponde il grande arrampicandosi sul sedile.
“Ti mando in collegio!” sbotta lei.
“Bello! Come Harry Potter!”, dice il piccolo stemperando involontariamente la tensione.

Dopo cinque minuti senza liti, mi giro e li vedo abbracciati a due a due, ognuno col suo libro, i piedi di lei sulle gambe di lui che glieli tiene amorevolmente. Penso al coro di dissensi e compatimento che hanno scatenato fino a poco fa nelle teste dei viaggiatori, compresa la mia, e sorrido.

Il giudizio viene spontaneo, ma non fidiamoci degli occhi. Perdoniamoci la debolezza del momento e poi facciamo un passo indietro ricordando tutte le volte in cui il nostro “nucleo” ha dato il peggio. Le famiglie sono bipolari, tutte. Un momento prima sembrano un disastro, uno sbaglia e a cascata tutti lo seguono, poi un altro sorride e si torna ad essere un meraviglioso concentrato di armonia.

Perfezione non fa rima con famiglia e tutto sommato, in quel millantato collegio, in quel “fate il ca**o che volete” e in quegli abbracci, c’è la storia felice di ognuno di noi.

[Mauri @Dis-ordinary Family]
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Photo credit: Cecilia Ferrari Photographer

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